L’AUTUNNO DELLA DESTRA RADICALE

L’AUTUNNO DELLA DESTRA RADICALE

INCONTRI E SCONTRI IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE

VERSO UN “POLO NERO”SOTTO L’EGIDA DI LE PEN?

E’ comparso alla fine dello scorso mese di luglio sulle pagine del quotidiano “Linea”, organo ufficiale del MSI-Fiamma Tricolore, un appello per la costituzione di un “cartello elettorale” comune di “tutte le forze Nazional-Popolari”, in vista delle prossime elezioni europee del 2004. L’aspetto più interessante è che l’appello è stato elaborato “in privilegiata alleanza storica e strategica con il Front National di Jean Marie Le Pen ed in stretta sintonia, intesa e cooperazione politica con la quasi totalità dei movimenti, partiti e gruppi Nazional-Popolari italiani ed europei”. In attesa di verificare le adesioni in sede europea, limitiamoci per ora a qualche considerazione sui rapporti interni alla destra radicale di casa nostra.
Questa iniziativa è stata a lungo preparata dai vertici del MSI-FT, che dopo l’ultimo congresso hanno eletto Pino Rauti alla carica di presidente del partito e promosso il “giovane” Luca Romagnoli a segretario nazionale. A Nizza, nell’aprile scorso, si era infatti già tenuto un primo incontro fra Le Pen e Romagnoli per decidere di “comune accordo di perseguire una linea politica comune in vista delle prossime elezioni europee” e “la messa a punto di un programma elettorale comune”.La possibilità che l’appello, anche sfruttando gli entusiasmi suscitati dal successo elettorale di Le Pen nelle ultime presidenziali francesi del 2002, sia raccolto dalle altre organizzazioni della destra radicale italiana, lo scopriremo nei prossimi mesi. Al momento si registra la disponibilità del Fronte Nazionale di Adriano Tilgher. Ma la discussione è ancora alle prime battute. Un confronto non facile, data l’estrema litigiosità, i personalismi, la varietà di posizioni e le tendenze all’egemonia che caratterizza da sempre questo mondo. Già nel 2000 un analogo progetto di aggregazione, la “cosa nera”, come venne chiamata, era fallito. Allora fu soprattutto l’indisponibilità di Pino Rauti a far naufragare un’alleanza fra le diverse componenti dell’estrema destra. Puntò infatti a far fruttare i pochi voti del MSI-FT stringendo un accordo elettorale con la “Casa delle Libertà”, nelle elezioni politiche del 2001 e nelle successive tornate elettorali amministrative, soprattutto nel centro-sud. Un “riposizionamento tattico” disse Pino Rauti, non nuovo a simili capriole politiche. L’elezione di un senatore, in Sicilia, nel collegio di Avola, fu il massimo risultato ottenuto. Ora con il ritorno al sistema proporzionale nelle elezioni europee si riaffaccia concretamente la possibilità di un “polo” dell’estrema destra italiana. Ciò che potrebbe questa volta incentivarlo è, da un lato, la possibilità di un rapporto a livello europeo con una forza come il Front National di Le Pen, dall’altro, l’estrema difficoltà a presentarsi da parte di chi non abbia eletti nel Parlamento italiano, costretto in questo caso, dice la legge, a raccogliere più di 30 mila firme per ciascuna delle cinque circoscrizioni. D’altro canto i contenuti dell’appello lanciato potrebbero sollecitare convergenze fino a ieri escluse. Marcatamente anti-USA, l’appello parla infatti esplicitamente di un Europa costretta alla ”sudditanza politica”, alla “colonizzazione economica e culturale”, oltre che occupata militarmente da “centinaia di basi militari statunitensi”. Non solo, il “polo nero” si collocherebbe in antitesi “ai due blocchi di destra e di sinistra che accettano di governare il nostro paese per conto terzi, al servizio dei poteri forti che gestiscono la globalizzazione mondialista senza alcun rispetto per i Popoli, né per le leggi che dovrebbero governare la convivenza internazionale”. Una virata netta nella direzione dei temi cari ai settori più antagonisti della destra radicale, agitando insieme antioccidentalismo, populismo e “sinistrismo sociale”. Gli stessi contenuti assunti da tempo dal Fronte Nazionale di Adriano Tilgher. Non casualmente nelle ultime elezioni amministrative dello scorso maggio, a Brescia, il MSI-FT ed il Fronte avevano presentato, a dir la verità con pochissimo successo, candidato sindaco e simbolo in comune.
E Forza Nuova? In una “lettera aperta” indirizzata a gennaio da Tilgher a Romagnoli, pubblicata sul sito del Fronte Nazionale, si parlava dell’indisponibilità di Roberto Fiore a “convergenze politiche”, ma anche dell’“enorme solco culturale, storico e politico” che dividerebbe il Fronte da una formazione, quale Forza Nuova, dedita all’”intolleranza religiosa”, “codina” e “reazionaria”. Ma dalla stessa lettera si evinceva che più di una riunione in comune si era già tenuta ed altre si sarebbero potute tenere. Non ci resta che attendere.

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