Tifo & politica.

Tifo & politica. Arrestati per lesioni gravi cinque militanti di estrema destra e denunciato un minore In una trentina se la sono presa con cinque giovani (tre erano donne) della sinistra, picchiandoli con catene e cinghie e colpendone uno col coltello

Notte di violenza in corso Porta Nuova

Un gruppo di ultras dell’Hellas, reduce dalla festa allo stadio, ferisce due ragazzi

di Fabiana Marcolini

Dal «lancio del fumogeno» alla «corsa con salto della transenna», dai canti e birra, per qualche supporter dell’Hellas la nottata, passando per un pestaggio a tre esponenti di sinistra in corso porta Nuova, è terminata dapprima in camera di sicurezza della Questura e poi in carcere a Montorio. Ma non solo tifosi (qualcuno riconoscibile perchè indossava la maglia dell’Hellas), all’aggressione con catene, cinghie, caschi e anche coltelli ha partecipato, secondo la polizia scaligera che è intervenuta in massa all’altezza di volto san Luca per bloccare l’aggressione e che ha identificato per il momento sei persone, un gruppo di una trentina di appartenenti all’area dell’estrema destra.

Un’aggressione con modalità terribili avvenuta alle 4 della notte tra sabato e domenica a cento metri da piazza Bra finita con tre feriti, cinque persone arrestate e un minorenne denunciato. Le generalità non sono state rese note (forse si conosceranno oggi) ma in carcere sono finiti F.P., classe 1981, e A.S. del 1982 entrambi di Perugia, il bolzanino M.C. di 23 anni, A.B. 22 anni di Isola della Scala, e M.B. del 1985 residente a Zevio. Denunciato invece G.M. veronese di 17 anni. Per tutti l’accusa formulata dal sostituto procuratore Maria Cristina Motta è lesioni gravi e danneggiamento (aggravati dal numero di persone) e porto illegittimo di armi.

Uno dei due esponenti di sinistra, Pasquale, è attualmente ricoverato in ospedale a borgo Trento a causa di diversi traumi alla testa, alle costole e la frattura della mandibola, lesioni provocate da calci, pugni e cinghiate. Luca, invece, accoltellato quattro volte, è stato medicato e poi dimesso: per lui un’ottantina di punti di sutura alla gamba – a causa di due fendenti profondi, uno dei quali ha sfiorato l’arteria femorale – una ferita al braccio e l’aggressore lo ha colpito anche alla base del collo, a pochi centimetri dalla giugulare. Un miracolo che sia sopravvissuto.

Una furia che non ha risparmiato nemmeno la fidanzata di Luca, gettata a terra e colpita con calci e cinghiate. Le altre due persone che erano sull’auto, la compagna di Pasquale e una ragazzina di nemmeno sedici anni, sono state «graziate» solo perchè qualcuno del gruppo avrebbe urlato «Le donne non si toccano». Ma le botte agli altri, le urla, i colpi sono proseguiti per interminabili minuti, fino all’arrivo delle Volanti, a cui si sono aggiunte pochi minuti dopo alcune auto della polizia municipale e dei carabinieri.

Le forze dell’ordine sono arrivate in massa, a sirene spiegate e gli agenti di polizia sono riusciti a bloccare, in mezzo al fuggi fuggi generale, cinque persone. Il sesto, risultato poi minorenne, è salito sullo scooter cercando di darsi alla fuga ma è stato bloccato poco distante da una pattuglia: nel vano portaoggetti aveva un coltello a serramanico, un manganello telescopico e una piccozza frangivetro.

Per terra i feriti, pesti e sanguinanti, sono stati soccorsi e affidati alle cure dei sanitari delle ambulanze giunte in corso porta Nuova. Tutt’intorno lo scempio, in mezzo alla strada la macchina su cui viaggiavano i cinque aggrediti, distrutta dai colpi. Perchè l’aggressione è iniziata così, con l’inseguimento dell’auto. Poche ore dopo si è arrivati ad una prima ricostruzione di quanto era avvenuto in attesa degli sviluppi delle indagini affidate alla Digos, vista l’appartenenza delle persone coinvolte a gruppi politici antagonisti. Ma nella notte erano state eseguite alcune perquisizioni, una delle quali a casa del minore denunciato dove sono stati trovati due manganelli telescopici, una fionda professionale, numerose biglie in piombo e alcuni coltelli. Sequestrate anche una nocchiera in acciaio e una cintura con la fibbia sporca di sangue al ventenne di Zevio oltre a catene, cinghie e caschi utilizzati per colpire. Senza pietà.

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