12 APRILE 1973: L’UCCISIONE A MILANO DA PARTE DEI MISSINI DELL’AGENTE DI POLIZIA ANTONIO MARINO

12 APRILE 1973: L’UCCISIONE A MILANO DA PARTE DEI MISSINI DELL’AGENTE DI POLIZIA ANTONIO MARINO

Quella foto che ritrae Sergio Ramelli a fianco dei bombardieri neri

Nelle foto apparse il 18 aprile 1973 sul quotidiano «Lotta continua», la cui intera collezione è stata digitalizzata e resa pubblica dalla Fondazione Erri De Luca (fondazionerrideluca.com/archivio-lotta-continua/), pubblicate pochi giorni dopo l’uccisione dell’agente di polizia Antonio Marino, avvenuta a Milano giovedì 12 aprile, colpito da una bomba a mano nel corso di una manifestazione del Movimento sociale italiano, si rimane colpiti da un volto che appare riconoscibilissimo tra gli altri, quello di Sergio Ramelli, all’epoca quasi diciasettenne militante del Fronte della gioventù. Per maggior sicurezza e non incorrere in un infortunio l’abbiamo estrapolata e ingrandita. Non ci sono dubbi. È proprio lui.
L’istantanea fu scattata al momento del lancio della prima bomba, alle 18.20 in piazza Tricolore. Bomba che ferì un agente di pubblica sicurezza e un civile. Seguiranno le altre due, venti minuti dopo, in via Bellotti, dove fu mortalmente colpito al petto Antonio Marino.
Sergio Ramelli, oltre ad essere in quella giornata a fianco di Vittorio Loi e Maurizio Murelli, autori del lancio delle tre bombe, si ritrovò insieme a terroristi neri del calibro di Marco Ballan di Avanguardia nazionale, Mario Di Giovanni di Ordine nero (condannato di lì a poco a Varese per detenzione di tre chilogrammi di materiale esplodente), Giancarlo Rognoni, Piero Battiston, Francesco De Min e Mauro Marzorati di Ordine nuovo (questi ultimi due condannati rispettivamente a 10 e 13 anni per la tentata strage sul treno Torino-Roma del 7 aprile precedente).
Le foto, come rivelato dallo stesso quotidiano, furono consegnate alla magistratura che stava anche indagando sulla tentata strage sul treno Torino-Roma, per la quale fu arrestato in flagrante Nico Azzi de La Fenice, la sezione milanese di Ordine nuovo.
Per l’omicidio dell’agente Antonio Marino, al termine dell’iter giudiziario, furono condannati Vittorio Loi a 19 anni, Maurizio Murelli a 18 e Nico Azzi (per aver fornito le bombe) ai due.

 

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