Le “STRANE” amicizie di Terra dei Padri

Le “STRANE” amicizie di Terra dei Padri
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Le “STRANE” amicizie di Terra dei Padri
Per rendersi conto del tenore del sedicente “circolo culturale” che di recente a Modena ha aperto i battenti in via Nicolò Biondo, basta guardare tra i relatori che sono intervenuti all’inaugurazione.
Il personaggio cerchiato in rosso, in mezzo agli ospiti e ai fondatori di terra dei Padri, è Mario Merlino, una delle figure storiche della destra eversiva italiana.
Merlino è famoso fin dagli anni ’60 e ’70 per la sua attività di infiltrato neofascista nei gruppi extraparlamentari di sinistra, e per il suo coinvolgimento negli eventi e nei processi legati alla strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969 (in cui morirono 16 persone per l’esplosione di una bomba piazzata da neofascisti individuati ma rimasti tutti impuniti).
Merlino è stato militante attivo di gruppi neofascisti eversivi come Avanguardia Nazionale e Ordine Nuovo (formazioni protagoniste della strategia della tensione e della stagione del terrorismo nero, collusi con la destra golpista e con i servizi segreti deviati), ed è stato in stretti rapporti con Pino Rauti e Stefano delle Chiaie (altri nomi che ricompaiono spesso nelle carte processuali della strategia della tensione e nelle ricostruzioni storiche dei tempi). Nell’aprile del 1968 partecipa al viaggio nella Grecia dei Colonnelli, dove una dozzina di militanti neofascisti italiani vennero ricevuti dai gerarchi della dittatura greca, un viaggio “di studio” organizzato dall’ESESI (Lega degli studenti fascisti greci in Italia). Di che tipo di “materie” abbiano “studiato” in un regime sanguinario e golpista, non è dato sapere, ma non è difficile fare ipotesi.
Dopo il rientro dalla Grecia e poco prima delle stragi Merlino si infiltra tra un gruppo di anarchici. Il 12 dicembre esplode la bomba di Piazza Fontana, a Milano. L’infiltrato fascista viene indagato insieme all’anarchico Pietro Valpreda.
Merlino cerca da subito di incastrare gli anarchici, rilasciando dichiarazioni che li indicano come i responsabili. Mentre per Valpreda – e soprattutto per Giuseppe Pinelli – il trattamento ricevuto dalle forze di polizia è stato drammatico (Pinelli fu scaraventato giù dalla finestra della Questura milanese), per Merlino le cose sono andate diversamente: assolto per insufficienza di prove, con il risultato finale della compromissione delle indagini su una strage che ad oggi, nei tribunali, rimane impunita, ma di cui, in sede di ricostruzione storica, se ne è accertata la paternità fascista.
Insomma, è questa la “Tradizione” a cui evidentemente Terra dei Padri si rifà: non esponendo croci celtiche e svastiche naziste (non davanti ai fotografi, almeno…) ma facendo sfoggio di vecchi ordinovisti implicati nelle trame nere, nella strategia della tensione e nei tentativi di rovesciare le conquiste delle lotte dei lavoratori, riveriti come Maestri di cultura ed esempio di militanza da tutta la galassia neonazista e neofascista modenese accorsa ieri all’inaugurazione. Sono questi i contenuti culturali proposti da Terra dei Padri alla città di Modena.

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